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Salute in etichetta: i claim salutistici dell’olio EVO

L’olio extravergine di oliva è da tempo al centro di un intenso interesse scientifico e nutrizionale, riconosciuto come uno degli alimenti cardine della dieta mediterranea. Tuttavia, nel mondo della comunicazione alimentare — in particolare per quanto riguarda l’etichettatura e la promozione dei prodotti — il confine tra informazione corretta e suggestione commerciale è sempre più sottile.

In questo contesto, i claim salutistici autorizzati, cioè quelle dichiarazioni che indicano o suggeriscono che un alimento possiede particolari proprietà benefiche per la salute, diventano strumenti fondamentali ma regolamentati con grande rigore. Per l’olio extravergine di oliva, l’Unione Europea ha tracciato linee guida chiare, stabilendo quali affermazioni possono essere riportate in etichetta e quali, invece, sono da considerarsi fuorvianti o non sufficientemente supportate da evidenze scientifiche.

Cosa si può dire legalmente sull’olio EVO?

Secondo il Regolamento (CE) 1924/2006 sui claim nutrizionali e salutistici e le successive approvazioni da parte dell’EFSA (European Food Safety Authority) e della Commissione Europea, solo alcune dichiarazioni possono essere legalmente utilizzate sull’etichetta dell’olio extravergine di oliva. Tra le principali approvate ricordiamo:

Claim approvati:

  1. “I polifenoli dell’olio di oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi nel sangue dallo stress ossidativo.”

    • Condizioni per l’uso: il claim può essere utilizzato solo se l’olio contiene almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati per 20 g di olio.

    • È uno dei claim più importanti perché lega il consumo dell’olio EVO a un effetto protettivo concreto e specifico.

  2. “L’acido oleico contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue.”

    • Condizioni: almeno il 70% degli acidi grassi deve essere monoinsaturo (tipico dell’olio EVO).

    • È un claim riferito al profilo lipidico, facilmente applicabile all’olio EVO di qualità.

  3. “Fonte di vitamina E, che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.”

    • Condizione: l’olio deve contenere almeno 1,8 mg di vitamina E per 100 g e per 100 kcal.

    • Anche in questo caso, è un’affermazione ben consolidata e applicabile a oli non raffinati e freschi.


I claim bocciati o non autorizzati

Al contrario, molti claim promozionali che si trovano ancora oggi in certi canali di comunicazione o su confezioni meno attente alla normativa non sono stati approvati o sono addirittura vietati. Tra questi:

Claim non autorizzati o respinti:

  • “L’olio EVO previene le malattie cardiovascolari.”
    Non ammesso, in quanto si tratta di un claim terapeutico, vietato per gli alimenti.

  • “L’olio d’oliva abbassa il colesterolo.”
    Respinto, perché si tratta di una dichiarazione troppo ampia e generica: si può dire che contribuisce al mantenimento di livelli normali, ma non che li abbassa.

  • “Combatte l’invecchiamento” o “fa bene al cervello e alla memoria”.
    → Queste sono affermazioni non autorizzate, perché non supportate da dati scientifici sufficienti secondo l’EFSA.

  • “Olio EVO detox” o “brucia grassi”.
    → Non solo non autorizzati, ma considerati fuorvianti e potenzialmente sanzionabili dalle autorità di controllo (come l’ICQRF in Italia).


Il ruolo delle aziende e della comunicazione responsabile

La sfida per i produttori oggi non è solo realizzare un olio extravergine di qualità, ma anche saperlo comunicare in modo corretto, trasparente e conforme alla legge. L’uso dei claim salutistici deve essere accompagnato dalla consapevolezza che il consumatore va informato, non illuso.

Le etichette sono uno strumento prezioso, ma è necessario evitare l’effetto “superfood” o “prodotto miracoloso” che, oltre ad essere scorretto, rischia di danneggiare l’intero comparto enogastronomico e la fiducia dei consumatori.

L’olio extravergine di oliva può — e deve — essere valorizzato anche per i suoi benefici per la salute, ma nel rispetto delle regole e della verità scientifica. Promuoverlo attraverso claim autorizzati, supportati da evidenze, è l’unica strada per costruire una filiera seria, trasparente e competitiva, sia sul mercato nazionale che internazionale.

In un’epoca in cui la salute è al centro delle scelte alimentari, essere corretti è la miglior forma di marketing.

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